Dopo appena un anno dall’ultimo restyling, la Lega serie A, massima competizione italiana di calcio, rinnova l’armadio e annuncia un nuovo look:



Un cambio di stile e di colori abbastanza netto, con il blu ora padrone della scena e la canonica “A” che, per la prima volta, viene associata alle sagome di un diamante che Gaetano Miccichè, presidente di Lega, descrive come “perfetto e prezioso, ricco di sfaccettature che ne aumentano il valore e simboleggiano le squadre e i campioni del nostro Campionato”.



Il risultato non ha però riscosso l’entusiasmo sperato da parte di critica e pubblico, dalla scelta poco patriottica del tricolore sullo sponsor, all’inevitabile paragone con il cugino bello e bravo d’Oltremanica (la Premier League) con cui, ahinoi, non ha retto il confronto.



Anche sui social il nuovo marchio è stato soggetto a critiche e parodie: immancabili i burloni che hanno ipotizzato il gran ritorno del fantomatico WordArt di Microsoft (chi non l’ha usato?!).

In Bretelle ci esimiamo dal dare giudizi diretti ma, per concludere, la sensazione è che con il terzo cambio di marchio in soli tre anni continui a mancare un progetto solido e duraturo di identità visiva.

Palla al centro, si ricomincia.



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